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Naspi: Indennità di Disoccupazione, Requisiti e Importi. Guida completa
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Naspi: Indennità di Disoccupazione, Requisiti e Importi. Guida completa

Naspi: Indennità di Disoccupazione, Requisiti e Importi. Guida completa – Il NASPI è l’ammortizzatore sociale che funge da sostegno economico a favore dei lavoratori che perdono il lavoro.

Di fatto, è la vecchia indennità di disoccupazione che in precedenza aveva assunto il nome di ASPI, trasformata a inizio dell’anno corrente in Nuovo ASPI con, appunto, l’acronimo NASPI.Si tratta, quindi, di un’erogazione economica che sostituisce in via temporanea il reddito perduto con il lavoro. Non è possibile accedere a questo Istituto economico a fronte di dimissioni volontarie ma solo per perdita del lavoro per altre cause.

Il NASPI è erogabile su richiesta del lavoratore all’Inps e spetta agli apprendisti, ai soci di cooperative con contratto di lavoro subordinato, ai lavoratori dello spettacolo con contratto di lavoro subordinato, ai lavoratori a tempo determinato della Pubblica Amministrazione. Sono esclusi i lavoratori della Pubblica Amministrazione con contratto a tempo indeterminato, gli operai agricoli e i lavoratori extracomunitari con permesso di soggiorno per lavoro stagionale.

Come accedere al Naspi? Requisiti

Per accedere al NASPI occorre essere in possesso di alcuni requisiti, cioè essere in stato di disoccupazione involontaria ai sensi dell’art. 1 comma 2 lettera c) del Dl 181 del 21 aprile 2000. Bisogna, inoltre, poter vantare almeno 13 settimane di contributi all’Inps negli ultimi 4 anni e aver lavorato effettivamente almeno 30 giornate nei 12 mesi precedenti la perdita del lavoro.

Questo provvedimento economico ha una durata ben determinata in funzione dei contributi versati, raggiungendo un massimo di 24 mesi per il 2016, che scendono a un massimo di 18 mesi nel 2017.

Per calcolare la durata del NASPI bisogna contare le settimane di contribuzione risultanti negli ultimi 4 anni e dividere a metà la cifra risultante. Il risultato che si ottiene è la durata del NASPI relativamente alla persona interessata. Dal computo devono considerarsi escluse le settimane di contribuzione eventualmente già base di calcolo di precedenti erogazioni di disoccupazione.

Il calcolo dell’entità dell’erogazione del NASPI è un poco più complicato ma, in fondo non tanto: si devono sommare tutte le retribuzioni percepite negli ultimi 4 anni, intese come retribuzione imponibile ai fini previdenziali e dividere la somma per le settimane di contribuzione; il risultato ottenuto deve essere moltiplicato per il parametro 4,33.

Naspi: Come calcolare le retribuzioni e gli importi?

Per calcolare le retribuzioni nel quadriennio si devono considerare anche le retribuzioni non continuative e le mensilità aggiuntive (tredicesima e quattordicesima). Non si deve conteggiare il Tfr.

Se il risultato che si ottiene è uguale o inferiore a 1195 €, va semplicemente calcolato il 75% delle risultanze e quello è l’importo spettante.

Qualora, invece, la media delle retribuzioni quadriennali, calcolate come sopra, desse una somma superiore a 1195 €, si deve sempre calcolare il 75% di tale cifra a cui va aggiunto il 25% della parte eccedente 1195 €.

L’importo così calcolato rappresenta la somma che spetterà al disoccupato per i primi 4 mesi. A partire dal primo giorno del 5° mese e per ciascun mese successivo, la somma viene diminuita del 3% mensile .

Come si vede i calcoli sono piuttosto semplici e ciascuno può rendersi conto di quanto spetta e tenere il controllo della correttezza delle erogazioni nel corso del periodo di diritto.

Domanda di erogazione Naspi

La domanda di erogazione del NASPI deve essere inoltrata dal lavoratore interessato all’Inps tramite il sito web www.inps.it con l’apposito PIN personale, oppure tramite il telefono gratuito 803164 da linea fissa o al n° 06 164 164 da rete mobile.

E’ possibile, anzi consigliabile, rivolgersi ad un Patronato per lo svolgimento della pratica di domanda.

Esiste un termine temporale per l’inoltro della domanda di NASPI che è di 68 giorni dal termine del rapporto di lavoro ma tale termine può essere sospeso se alla cessazione del lavoro si era in stato di maternità, riprendendo a decorrere dalla fine della maternità oppure se la stessa interviene nel corso del termine dei 68 giorni.

In quest’ultimo caso i giorni residui riprendono a decorrere al termine della maternità. Nello stesso modo se il lavoratore si trovava in stato di malattia, infortunio o malattia professionale al momento della cessazione del rapporto di lavoro.

Analogamente i 68 giorni di tempo per presentare domanda di NASPI decorrono a partire dal giorno di notifica di eventuale sentenza relativa al fatto lavorativo o dal termine della vertenza sindacale.

Ugualmente decorrono a partire dal 30° giorno successivo alla data di cessazione del rapporto lavorativo in seguito al licenziamento per giusta causa o dal termine del periodo di preavviso.

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