Bitcoin: Anche Billy Nipote Berlusconi Nel Mondo delle Criptovalute?

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Bitcoin: Anche Billy Nipote Berlusconi Nel Mondo delle Criptovalute? – Davide Luigi, il figlio di Paolo, ha investito in un’azienda che sostiene la criptovaluta. E, persino la testata della famiglia Berlusconi può essere acquistata tramite questa valuta.

Il Bitcoin è dunque uno degli ultimi affari in casa Berlusconi. Le scommesse sulla valuta virtuale sono state fatte da Davide Luigi, più conosciuto con il nome di Billy, in casa Berlusconi.

Billy è il figlio di Paolo, il fratello minore di Silvio Berlusconi, ex presidente del Consiglio. Il progetto prende il nome di “Xlab”, ossia un’azienda nata per promuovere l’utilizzo della moneta virtuale, che può essere utilizzata come forma di pagamento alternativo. La società è governata da Enrico Mario Barbieri, socio di Billy Berlusconi.

Ad entrambi i partner viene suddiviso in egual misura il capitale prodotto da Xlab. Barbieri è un uomo d’affari piuttosto rinomato nel mondo della pubblicità. Tuttavia, negli ultimi anni, alcuni dati hanno confermato che, il socio di Davide Luigi, abbia sposato la causa della moneta virtuale.

La cronaca invece non ha registrato ulteriori iniziative da parte del nipote di Silvio Berlusconi. Tuttavia, entrambi i soci hanno deciso di dedicarsi insieme al business della criptovaluta.

Questo, però, è un business controverso. Infatti, pochi anni fa la Banca d’Italia ha lanciato una segnalazione sul Bitcoin. L’Uif sostiene che, l’elevata volatilità delle quotazioni della monta virtuale, espressa in dollari, incrementa i rischi di manovre speculative per i risparmiatori.

In un rapporto pubblicato qualche anno fa, la Banca d’Italia sostiene che: “Non risulta che vi siano garanzia o forme di controllo che tutelino i clienti e le società dal rischio di appropriazioni indebite”.

Quindi, l’Uif sostiene che il Bitcoin facilita il riciclaggio del denaro di dubbia provenienza. Le accuse sono state respinte da tutti i fan Bitcoin, e tra questi anche Billy e il suo socio Barbieri.

Xlab presenta al suo interno ogni tipo di informazione relativa alla valuta virtuale, che viene descritta come la sola forma di pagamento che non comprende banche e tutti gli altri tipi di intermediari.

In base a questo aspetto, dunque, sono nati alcuni dubbi espressi dalle diverse autorità finanziarie. Di fatti, se risultasse vero il fatto che gli istituti di credito siano esclusi da questo circuito, l’assoluto anonimato che riguarda le transazioni con Bitcoin, le renderebbe sospette.

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