Certificato di Malattia: Come farlo?

Certificato di Malattia: Come farlo?- L’istituto dell’indennità di malattia è una forma di welfare che in Italia siamo abituati ad avere, è una cosa normale che spetta a tutti i lavoratori dipendenti, non a quelli autonomi che devono provvedere a stipulare un’apposita polizza.

In altri Paesi questo non esiste, esistono solo le assicurazioni private che pongono diverse limitazioni. Se sei malato, Come fare il Certificato di Malattia?

E’ ovvio che quando sei malato ti rivolgi al medico, sebbene per stati di malattia lievi non ci sarebbe nemmeno bisogno dell’intervento del medico, basterebbe qualche farmaco da banco e qualche giorno di riposo per guarire perfettamente.

Nonostante questo, per usufruire dell’indennità di malattia, occorre che la sussistenza di questa sia certificata da un medico.

Non tutti i medici sono abilitati a tale certificazione: è una prerogativa del tuo medico di base o il suo sostituto. In alcuni casi particolari anche un altro medico, uno specialista dell’ASL o il medico ospedaliero in caso di ricovero, può certificare lo stato di Malattia.

Invio telematico INPS Certificato di Malattia

Fino al 2010 la persona che era malata, dipendente pubblico o privato che fosse, doveva recarsi dal proprio medico di fiducia e denunciare lo stato di malattia. Il medico, svolta la visita e accertato lo stato di malattia (almeno in teoria), determinava la diagnosi, la prognosi, quindi l’astensione dal lavoro, e rilasciava il certificato di malattia in duplice copia una delle quali, quella con l”indicazione della diagnosi, andava all’INPS e l’altra al Datore di lavoro.

I Dipendenti pubblici erano esentati dalla consegna del certificato all’INPS in quanto retribuiti nel corso della malattia direttamente dall’Ente pubblico. Esistevano dei tempi entro i quali i certificati andavano presentati o spediti tramite raccomandata, facendo fede la data del timbro postale.

Occorreva inviare all’INPS il certificato entro due giorni dal rilascio mentre il certificato di malattia doveva essere consegnato al datore di lavoro entro tre giorni. E’ evidente che soprattutto per malattie brevi e per l’invio tramite raccomandata che richiede dei tempi aggiuntivi per raggiungere il destinatario, spesso i certificati arrivavano anche dopo il rientro al lavoro.

Visite fiscali in malattia

In stato di malattia si può essere sottoposti alla visita fiscale per accertare il reale stato di malattia ma se l’INPS non aveva ancora ricevuto il certificato, ovviamente non poteva nemmeno inviare la visita di controllo. Analogamente per il Datore di lavoro che per richiedere la visita fiscale doveva preventivamente avere in mano il certificato.

La conseguenza di questo erano anche abusi da parte del lavoratore che sapeva perfettamente che la visita fiscale non poteva arrivare e molte finte malattie si trasformavano di fatto in giorni di vacanza con la piena libertà di uscire, fare lavori in casa eccetera. Gli abusi, purtroppo, sono sempre dietro l’angolo.

Dal 2010 la Legge ha determinato l’obbligo da parte del medico dell’invio telematico del Certificato di Malattia. Se sei malato, quindi, devi recarti dal medico che dopo aver obiettivato lo stato, redigerà al computer il certificato e lo invierà in tempo reale all’INPS che potrebbe disporre anche immediatamente l’invio del medico fiscale. Basta Abusi!

Il medico ti darà anche copia del certificato da far avere al datore di lavoro ma potrebbe anche solo darti il numero di protocollo da comunicare allo stesso, tramite il quale l’azienda ha la possibilità di visualizzare e stampare il certificato in tempo reale, ovviamente in forma senza indicazione della diagnosi, considerata dato sensibile.

In ogni caso l’INPS invia al datore di lavoro il Certificato senza diagnosi per la giusta conoscenza e informazione. L’invio telematico del Certificato di Malattia, quindi, di fatto dematerializza il certificato stesso, rendendo tutte le operazioni di trasmissione di comunicazione dello stato di malattia sia all’INPS che al datore di lavoro Online in tempo pressoché reale.

L’ulteriore novità introdotta con queste norme è la trasmissione all’INPS anche per i lavoratori pubblici che prima ne erano esonerati. Esistono dei casi in cui può continuare ad essere valida la forma cartacea, se il medico è oggettivamente impossibilitato a eseguire la procedura telematica, ad esempio se il computer si guasta o se a causa di guasti sulla linea internet non è possibile connettersi o per altre cause di impedimento effettivo.

Certificato di Malattia 2017

Non ci sono grosse novità riguardanti l’emissione del Certificato di Malattia nel 2017 se non un ampio dibattito sulle modalità. Il Ministro Madia ha nei mesi scorsi raccomandato all’Associazione dei Medici di base un maggiore rigore nell’accertamento dello stato di malattia.

Questo a causa di eventi che fanno pensare ad abusi da parte dei lavoratori, in particolare per le malattie brevi, della durata di tre giorni, che alzano considerevolmente il tasso di assenteismo toccando punte semplicemente incredibili soprattutto nel settore pubblico e in particolari occasioni.

Clamoroso è stato il caso delle malattie nei Vigili Urbani di Roma in occasione del Capodanno, alcuni anni addietro ma si registrano livelli altissimi di assenza per malattie brevi in molte Amministrazioni Locali, con punte particolarmente accentuate in alcuni luoghi del Sud Italia.

Cambiamenti nelle certificazioni?

Si capisce, peraltro, come spesso sia difficile per il medico oggettivare un dolore lamentato dal lavoratore: Nessun medico potrà negare che il suo paziente abbia un forte mal di testa, non esistono tecniche diagnostiche per oggettivare o negare quanto denunciato e i medici, se certificano il falso, possono andare incontro a parecchi guai.

Per questo motivo, mentre la Ministra Madia raccomanda più rigore, i medici di base propongono l’autocertificazione di malattia in questi casi, sempre con trasmissione telematica da parte del medico ma scaricando sul paziente la responsabilità di quanto denunciato.

Ovvio che questo potrebbe aprire la porta ad ancora maggiori abusi, pertanto se ne sta discutendo ma si ritiene difficile che questo possa trovare applicazione in pratica.

Cosa va indicato nel Certificato di Malattia?

Il medico cui il lavoratore si rivolge, il suo medico di fiducia, dopo aver accertato lo stato di malattia del lavoratore, redige e invia in modalità telematica il Certificato di Malattia. Su questo deve trovare indicazione:

  • Le generalità del lavoratore
  • La data di inizio o continuazione della malattia
  • La Prognosi, ossia il numero di giorni di malattia in cui il medico ritiene si ripristino le condizioni per il ritorno al lavoro (I giorni di malattia)
  • L’indirizzo di reperibilità del lavoratore in corso di malattia che può anche essere diverso dal domicilio abituale
  • la data e luogo di rilascio del Certificato
  • Timbro e firma del medico. Ovviamente sul certificato trasmesso in via telematica la firma è elettronica

Sul certificato è presente anche il numero di protocollo univoco che identifica il certificato stesso e che viene comunicato al lavoratore affinché questi possa trasmetterlo al datore di lavoro o utilizzarlo per visualizzare il proprio certificato in qualsiasi momento.

Come consultare il Certificato medico

Sia il lavoratore che il datore di lavoro possono in ogni momento consultare e stampare il certificato medico che attesta la malattia. Per farlo il lavoratore deve semplicemente andare sul sito dell’INPS e inserire alla voce in cui è richiesto il numero di Protocollo Univoco e il proprio PIN INPS. Non è necessario che sia il Pin Dispositivo, è sufficiente quello ordinario per la consultazione.

In modo analogo può fare il datore di lavoro che avrà accesso al certificato senza indicazione della diagnosi, tramite il Pin Aziendale. Gli stessi dati sono anche disponibili telefonicamente al numero gratuito (per rete fissa) 803164.

E’ importante ricordare che in caso di forma cartacea del Certificato, nei casi in cui questo è consentito, la comunicazione va fatta nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il secondo giorno. In caso contrario, si perderà la retribuzione relativa fino al momento dell’avvenuta consegna del certificato.

Oltre alle modalità di rilascio e trasmissione del Certificato di Malattia, si sta discutendo anche sugli orari di reperibilità del lavoratore in corso di malattia: questi sono al momento difformi tra settore pubblico e privato.

Reperibilità in malattia

Gli orari di reperibilità per un lavoratore del settore privato sono dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, tutti i giorni, compresi i festivi; I lavoratori pubblici hanno orari più estesi, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Si sta valutando a livello governativo di parificarli verso l’alto, cioè estendere gli stessi orari di reperibilità per il pubblico anche al settore privato.

Negli altri orari i lavoratori possono uscire liberamente, purché questo non pregiudichi la guarigione e i tempi relativi. Qualora alla visita di controllo il medico fiscale non trovasse al luogo di reperibilità il lavoratore, questi perderà la retribuzione dall’inizio della malattia fino a quel momento e potrà facilmente andare incontro a sanzioni disciplinari da parte del datore di lavoro che possono arrivare anche al licenziamento.

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