Cosa è l’Insider Trading?

Cosa è l’Insider Trading? Alla scoperta di una tecnica illegale considerata reato: tutto quello che bisognerebbe sapere sull’insider trading.

Quando si parla di insider trading si intende solitamente la compravendita di titoli da parte di soggetti che hanno informazioni riservate e non di pubblico dominio grazie alla loro posizione all’interno di una determinata azienda/società o grazie alla loro attività professionale: è evidente che questa tipologia di informazioni permette ai soggetti che ne fanno uso di posizionarsi su un piano diverso rispetto agli altri investitori, entrando così in quella che viene chiamata asimmetria informativa: proprio per questo l’insider trading è considerato un vero e proprio reato.

Andando più a fondo sul mondo dell’insider trading si può dire che quando a negoziare i titoli sono soggetti interni all’azienda, in possesso di informazioni riservate, si tratta di insider trader e in moltissime giurisdizioni di tutto il mondo questa viene considerata una attività illegale (si dice che si viola la legge per market abuse ovvero abuso di informazioni privilegiate).

Quando la negoziazione dei titoli avviene da parte di soggetti interni ad una azienda che non sono in possesso di informazioni riservate o “privilegiate” ci si trova di fronte all’insider dealing: molte giurisdizioni considerano questa attività legale ma ci sono dei vincoli sulle negoziazioni effettuate (bisogna fondamentalmente comunicare immediatamente agli organi che si occupano del controllo delle transazioni le operazioni che si stanno effettuando).

Insider Trading ed Aggiotaggio

In Italia, al reato di insider trading si affianca la fattispecie dell’aggiotaggio, ovvero la manipolazione del mercato: si tratta di un reato disciplinato dall’articolo 501 del codice penale italiano, intitolato Rialzo e ribasso fraudolento di prezzi sul pubblico mercato o nelle borse di commercio:

Chiunque, al fine di turbare il mercato interno dei valori o delle merci, pubblica o altrimenti divulga notizie false, esagerate o tendenziose o adopera altri artifizi atti a cagionare un aumento o una diminuzione del prezzo delle merci, ovvero dei valori ammessi nelle liste di borsa o negoziabili nel pubblico mercato, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa da euro 516 ad euro 25.822.

Se l’aumento o la diminuzione del prezzo delle merci o dei valori si verifica le pene sono aumentate (raddoppiate se il fatto è commesso dal cittadino per favorire interessi stranieri o se dal fatto deriva un deprezzamento della valuta nazionale o dei titoli di Stati, ovvero il rincaro di merci di comune o largo consumo

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