Investire in diamanti: conviene?

Investire in diamanti: conviene? Tra i beni rifugio, tra i quali l’oro e l’argento rappresentano la classica forma di investimento, negli ultimi tempi si sono affacciati anche i diamanti. Molte banche li consigliano, ma l’interrogativo nelle persone che desiderano investire i loro risparmi riguarda la convenienza.

Non tutti i diamanti sono uguali, a prescindere dalla loro dimensione, ci sono molte variabili derivanti dalle loro caratteristiche che cambiano di molto il loro valore.

Intanto bisogna chiarire che i diamanti sono cristalli naturali, formati quasi esclusivamente di atomi di Carbonio, che si formano sotto l’azione di pressioni inimmaginabili derivanti dallo scorrimento delle placche tettoniche, le stesse che, scontrandosi, provocano i terremoti.

Allo stato grezzo non hanno, praticamente, alcun valore, questo prende forma con il taglio, che mette in risalto tutta la loro lucentezza.

Conta, nella determinazione del valore, il tipo di taglio, la lucentezza, la purezza, il colore, dato da inclusione di altri materiali nel diamante, e il peso, espresso in carati (un carato = 0,2 grammi).

I diamanti non hanno una prezzo ufficiale come l’oro e l’argento, la valutazione del loro valore è fatta da una sorta di azienda, di proprietà dell’americano Martin Rapaport.

L’investimento in diamanti può essere considerato un valido investimento ma ci sono aspetti che bisogna considerare: innanzitutto il fatto che sul loro acquisto si paga il 22% di IVA più il 3% per l’intermediario.

Secondo punto è la loro rivendibilità, nel senso che il giorno che si desiderasse ritornare in possesso del capitale, non è come per le azioni o le obbligazioni che si possono cedere con facilità, bisogna trovare un acquirente e non è così facile.

La loro rivalutazione nel tempo, sebbene sia indicata in circa il 4,3% annuo, non essendoci quotazioni ufficiali, è del tutto aleatoria, incerta.

Esiste, poi, un altro aspetto: quando acquistiamo un diamante proposto dalla Banca come investimento, chi determina il loro valore se non la stessa Banca?

Possiamo fidarci, soprattutto in un periodo come quello attuale in cui alcune banche hanno tirato emerite “sole” ai loro clienti, di quello che ci dichiarano?

Se, dunque, decidiamo di investire i nostri soldi in diamanti, conviene non farlo su diamanti di grandi dimensioni perché sarebbero molto difficilmente rivendibili e con la consapevolezza che il 22% del loro valore va allo Stato e il 3% nelle tasche dell’intermediario e non abbiamo alcuna garanzia di rendimento dell‘investimento.

A conti fatti, investire in diamanti non appare come una forma di investimento molto consigliabile. Meglio investire su altri asset che diano rendimenti anche inferiori ma più sicuri e soprattutto cedibili con facilità.

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