Istruzioni INPS Nuove Prestazioni Occasionali

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Istruzioni INPS Nuove Prestazioni Occasionali- E’ morto il Re, lunga vita al Re, verrebbe da dire, dal momento che i vecchi e contestatissimi Voucher sono stati aboliti dal Governo a Marzo e subito, di fatto, ripristinati sebbene con modalità e norme più stringenti. Da qui le istruzioni Inps per le nuove Prestazioni Occasionali che regolano il modo di fruizione e prestazione. 

Voucher vecchi e nuovi

Tutti sappiamo quanto l’utilizzo dei Voucher rappresentasse una forma di sfruttamento del lavoro, un modo per non addivenire ad un regolare contratto ponendo il lavoratore in una situazione di pesante precariato. Gli stessi vecchi Voucher sono stati utilizzati con una certa disinvoltura sia da Enti Pubblici che dalle stesse organizzazioni che li hanno contestati fino a giungere al Referendum per la loro abolizione.

Il Referendum è stato evitato dal Governo con l’abolizione dei Voucher che sono tornati sotto altro nome con il Decreto Legge n° 50 del 24 Aprile 2017, convertito il Legge n° 96 il 21 Giugno dello stesso anno. La nuova normativa è decisamente più stringente, i paletti sono stati posti in modo più fitto e sta provocando, dati ufficiali, un incremento del sommerso, il ricorso alla nuova prestazione occasionale è parecchio basso.

Le Istruzioni Inps

Le Nuove Prestazioni Occasionali sono di fatto sdoppiate:

  • Il Libretto di Famiglia, una specie di carnet di buoni di pagamento, riservato a fruitori persone fisiche, non in collegamento con caratteristiche professionali o imprenditoriali. Ciascun titolo ha valore di 10 Euro
  • Il Contratto di Prestazione Occasionale strumento utilizzabile da professionisti, aziende, imprese, con diverse esclusioni che vedremo successivamente. Il compenso minimo è di 9 Euro per ciascuna ora prestata ma con un minimo di 4 ore retribuite nella giornata (36 Euro), anche in caso di utilizzo della prestazione per un periodo inferiore.

Vincolo comunicativo

In caso di utilizzo del Libretto di Famiglia, il datore di lavoro ha l’obbligo di comunicare all’Inps entro il terzo giorno del mese successivo alla fruizione della prestazione:

  • I dati del Prestatore
  • Il luogo in cui la prestazione è avvenuta
  • Il numero di titoli utilizzati
  • La durata della prestazione ( che deve corrispondere ai titoli usati, ovviamente)
  • L’ambito dello svolgimento della prestazione

Nel caso di prestazione a favore di aziende, imprese, professionisti, la comunicazione è analoga ma diversa nei tempi: questa deve avvenire in via telematica o tramite Call Center Inps almeno 60 minuti prima della prestazione indicando

  • Dati del prestatore
  • Data e ora di inizio e fine della prestazione
  • Il compenso pattuito
  • Il settore di impiego

Importante considerare che il prestatore non viene retribuito dal datore di lavoro ma tramite l’Inps che provvede al pagamento entro il 15 del mese successivo alla prestazione tramite bonifico su Conto Corrente preventivamente comunicato dal prestatore o, in mancanza, tramite bonifico domiciliato, percepibile presso Poste Italiane.

Il datore di lavoro dovrà provvedere al versamento del dovuto in relazione alla prestazione tramite modello F24 indicando sul medesimo i dati del prestatore e la tipologia, se con Libretto di famiglia (LIFA) o contratto di Prestazione Occasionale (CLOC).

Presupposti per i rapporti lavorativi

I contratti di Prestazione Occasionali non sono possibili alle aziende con oltre 5 dipendenti ma in ogni caso anche:

  • Del settore edilizio ed affini
  • Escavazioni e materiale lapideo
  • Miniere, torbiere, cave
  • In esecuzione di opere e servizi in appalto

In qualsiasi caso, fruitori e prestatori devono preventivamente registrarsi presso l’Inps in via telematica o tramite il Call Center e per fare questo è indispensabile il possesso del PIN Inps, dello SPID o della Carta Nazionale dei Servizi.

Nel complesso la normativa operativa resa nota dall’Inps con la circolare n° 107 del 5 luglio 2017, risulta essere piuttosto complicata e farraginosa e relativamente pochi vi stanno ricorrendo, da qui l’incremento del sommerso certificato dall’Istat.

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