JP Morgan: Jamie Dimon Sostiene che i Bitcoin Non Sono una Frode

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JP Morgan: Jamie Dimon Sostiene che i Bitcoin Non Sono una Frode – Solo pochi mesi fa, JP Morgan definì il Bitcoin come una truffa, tanto che verso la fine del 2017 la criptovaluta ha trascorso un periodo non proprio conveniente per i suoi investimenti, poiché la Cina prese un provvedimento con il quale ha vietato le ICO e persino le limitazioni delle transazioni con monete digitali.

Riguardo a ciò, dunque, è arrivato il giudizio da parte del CEO della società JP Morgan, che ha definito la criptovaluta come una truffa, una cosa non reale e che sarà destinata a chiudere i battenti.

Certamente, però, quello del CEO non è stato un allarme per spingere gli investitori di Bitcoin ad evitare l’acquisto, ma di vendere la criptovaluta prima che perda di valore.

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Il suo non è stato un consiglio su cosa fare, ma più che altro un modo per avvisare circa gli eventuali rischi legati al Bitcoin, considerato da sempre come una bolla speculativa che potrebbe scoppiare da un momento all’altro. Dimon sostiene che si tratta di una bolla peggiore dei bulbi di tulipano, che fallirà certamente.

Riguardo al suo discorso, inoltre, il CEO ha nettamente alzato la sua dose, aggiungendo persino che non ci penserebbe a lungo a licenziare un suo dipendente che acquista Bitcoin per motivi ben specifici. Da un lato lo farebbe perché il dipendente sarebbe contrario alle regole della banca, e dall’altro perché sarebbe stupido.

Per quanto concerne la bolla dei bulbi di tulipano, facciamo riferimento alla prima grande crisi economica del 1637, che fu definita dall’impiego di strumenti finanziari con obiettivi speculativi. Fino a poco tempo fa Dimon, dunque, riteneva il Bitcoin come una criptovaluta utile solo per i criminali.

Di fatti, verso la fine del 2017 la criptomoneta più diffusa al mondo, ha visto un calo dopo il picco di $ 5.013,91 che è riuscita a raggiungere all’inizio di settembre 2017.

Dunque, ha perso oltre $ 1.000 con un calo a un minimo di $ 3.907,26. Sulla sua caduta, però, non sono mancate le parole del CEO di JP Morgan, che durante una conferenza pianificata da Barclays, l’ha defintia come una moneta destinata a fallire, perché pura frode.

Jamie Dimon, spiega anche che, il Bitcoin è destinato a fallire, poiché non è altro che una delle valute digitali più importanti nei Paesi in cui ci sono soltanto criminali e soggetti che cercano di camuffare il loro trasferimento di denaro.

Di fatti, spiega che i Bitcoin viene utilizzato in Paesi come per esempio l’Ecuador o la Corea del Nord, dove ci sono assassini che usufruiscono delle transazioni di Bitcoin per nascondere il tutto.

Come abbiamo visto pocazni, Dimon ha spigato la sua indifferenza usufruendo di una metafora, quella relativa ai tulipani in Olanda nel 1600, quando gli investitori fecero crescere i prezzi dei bulbi di tulipani a livelli davvero elevati.

Ovviamente, in seguito all’aumento del prezzo dei bulbi di tulipani, tutto è crollato con una misera fine. Quindi, sostiene che il Bitcoin potrebbe fare la medesima fine.

Di fatti, a tal riguardo sostiene anche che le autorità non permetteranno alla criptomoneta di sussistere senza controlli appropriati. Abbiamo visto inoltre che il 4 settembre 2017 la Cina ha dichiaro assolutamente illegale la proposta del Bitcoin per raccogliere entrate, ordinando persino di bloccare tutte le attività relative alla raccolta.

In merito, la Banca Centrale rivela che le piattaforme relative al trading non hanno la possibilità di convertire Bitcoin in moneta ufficiale, dunque tutti i soggetti che hanno raccolto fondi tramite l’offerta del Bitcoin saranno tenuti a rimborsare i traders.

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Al che, Dimon ha bocciato immediatamente la proposta, dichiarando che il Bitcoin è puntato su un ribasso a lungo termine.

Tuttavia, non sono mancate le parole di Mohammed El-Erian, l’economista che ha dichiarato che in futuro la moneta virtuale dovrebbe valere la metà del suo valore attuale.

Dunque, dall’attenta analisi del 2 settembre a una settimana dopo, il BTC ha totalmente bruciato capitalizzazione di mercato. Di fatti, in quel periodo ogni investitore era preoccupato circa il suo futuro. Ma veniamo al dunque!

Attualmente, infatti il CEO di JP Morgan, Jamie Dimon, ha sostenuto di essersi pentito riguardo a quello che ha detto del Bitcoin, in quanto lo ha liberamente definito come una frode, una truffa adatta a determinati Paesi. Di fatti, come abbiamo visto pocanzi, lo scorso settembre Dimon ha paragonato il BTC a una bolla, come quella del lontano 1600.

Pochi mesi fa, ha persino ipotizzato che qualcuno se ne sarebbe pentito se il Bitcoin sarebbe esploso. Tuttavia, nel corso di un’intervista rilasciata a Fox Business, Dimon non ha capovolto la sua posizione ma ha mostrato il suo distacco, affermando di non essere poi così interessato a questo argomento.

Ma la sua precedente definizione di Bitcoin, sembra essersi placata maggiormente. Sostiene infatti di aver un’impressione differente rispetto ad altri soggetti, riguardo al Bitcoin, sostenendo quanto di positivo ci sia nella tecnologia alla base della criptovaluta. Infine, ha sottolineato anche che la blockchain è qualcosa di reale, e che quindi potrebbe esserci un reale avanzamento della criptovaluta più diffusa al mondo.

Ovviamente, però, non sono mancate parole dure sulle Offerte di Acquisto di Criptovaluta (ICO), definendole come un metodo da valutare singolarmente, ovvero in base al progetto che c’è a loro ridosso.

Sebbene quella sostenuta pochi mesi fa fosse una tesi già puntualizzata in passato sia da Dimon stesso che dalle grandi banche di Wall Street, lo scorso settembre le parole relative al Bitcoin sono state davvero dure. Di fatti, in seguito al suo calo, la cirptovaluta ha visto una notevole crescita, tanto che ha sfiorato oltre i 5000 dollari.

Dalle ultime analisi, inoltre, è risultato che il Bitcoin potrebbe essere la moneta del futuro, tali considerazioni ovviamente sono state fatte, poiché negli ultimi tempi il valore di questa moneta virtuale ha avuto una grande ascesa.

Inoltre, se in determinati Paesi adottassero metodi di pagamento tramite Bitcoin, il suo valore schizzerebbe alle stelle. Non ci riferiamo dunque a una previsione troppo illusoria, dato che la gran parte degli scambi di Bitcoin avviene proprio in Cina.

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Infine, ti ricordo che la crescita del Bitcoin è sostenuta dai vari traders che stanno abbandonando considerevolmente l’acquisto dell’oro, per puntare maggiormente sulla criptomoneta.

Di fatti, si tratterebbe di un elemento facilmente scambiabile rispetto al metallo giallo.

Molti inoltre sono gli esperti in materia che sostengono, che il valore della criptovaluta aumenterà nei vari anni.

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