Minusvalenze e Plusvalenze: Guida Completa

Minusvalenze e Plusvalenze: Guida Completa- Analizzando i due termini Minusvalenze e Plusvalenze salta subito all’occhio che si parla di differenze in meno o in più rispetto ad un valore ma dietro a questo c’è molto da considerare. Parliamo di Minusvalenze e Plusvalenze per chiarirti di che cosa si tratta.

Cosa sono le Minusvalenze e le Plusvalenze?

Le Minusvalenze e le Plusvalenze possono essere definite come componenti straordinarie di reddito in senso negativo o positivo che si realizzano in caso di cessione di immobilizzazioni, che siano queste materiali o finanziarie.

Evidentemente il riferimento in meno o in più è relativo al valore contabile del bene ceduto, quindi si avrà una Minusvalenza se la cessione avviene ad un valore inferiore a quello contabile del bene, mentre si avrà una Plusvalenza qualora il bene venduto produca un guadagno rispetto al suo valore contabile.

Il concetto è molto semplice da comprendere, è come se avessi in casa un oggetto che vuoi vendere. Se lo hai pagato 10 Euro e lo vendi a 15 avrai una Plusvalenza di 5 Euro, al contrario se lo vendi a minor costo di quanto lo hai pagato, la differenza corrisponderà alla Minusvalenza.

Come gestire Minusvalenze e plusvalenze?

Posto che le Plusvalenze generano un maggiore valore rispetto a quello contabile, va da se che il guadagno derivante ha rilevanza fiscale in quanto soggetto a imposta mentre le Minusvalenze hanno unicamente una natura contabile e sono un calo di redditività.

Minusvalenze e Plusvalenze possono essere compensate e generano un risultato positivo o negativo nella compensazione. Si parla rispettivamente di Capital Gain o Capital Loss.

Le compensazioni sono possibili soltanto, a termini di legge, tra redditi di natura diversa, la legge non consente la compensazione con redditi da capitale. Per questo motivo un reddito derivante da operazioni su ETF, generato solitamente da redditi da capitale e di natura diversa, non può concorrere alla compensazione delle Minusvalenze.

Riferimenti fiscali su Minusvalenze e Plusvalenze

Fino al 2011, l’imposizione fiscale relativamente al Capital Gain corrispondeva al 12,50% ma sono intervenute modifiche a questa aliquota:

  • Nel 2011 l’allora Governo Monti modificò, con il cosiddetto “Decreto Salva Italia” l’aliquota impositiva relativa al Capital Gain portandola dal 12,50% al 20%. Questo innalzamento di imposta interessa tutti i rendimenti azionari, obbligazionari e di altra natura con l’eccezione dei Titoli di Stato che mantengono la tassazione al 12,5%
  • Una ulteriore modifica è stata introdotta nel luglio del 2014 innalzando ulteriormente l’imposta dal 20% al 26%, dunque più che raddoppiandola in soli tre anni. Anche in questo aumento i Titoli di Stato hanno mantenuto la tassazione originale.

La gestione della Banca

In campo Finanziario le Minusvalenze e le Plusvalenze sono gestite dalla Banca che amministra il risparmio. La medesima Banca produce un documento chiamato “posizione fiscale” che riassume in un elenco in ordine di valuta tutte le operazioni in strumenti finanziari relativi ad ogni singolo soggetto fiscale.

Il documento di posizione fiscale permette al Cliente d ricostruire le operazioni che hanno generato Minusvalenze e Plusvalenze e la stessa Banca opera la compensazione ove possibile e applica l’imposta fiscale sulle Plusvalenze che ne risultano.

Va tenuto conto che rispetto all’imposizione fiscale non si deve tenere conto dei dividendi azionari distribuiti perché questi non sono da considerarsi Plusvalenze ai fini impositivi ma componenti di reddito degli azionisti e in quanto tali devono essere assoggettati a imposta Irpef.

Dunque si può considerare che le Minusvalenze possono anche essere utilizzate strategicamente al fine di diminuire la Plusvalenza per ridurre l’entità di reddito da sottoporre a imposizione fiscale. Le Minusvalenze, infine, possono essere utilizzate per essere compensate dalle Plusvalenze nell’anno fiscale medesimo o nei quattro anni successivi.

Minusvalenze e Plusvalenze vanno gestite, quindi, con intelligenza rappresentando un meccanismo che consente anche risparmi fiscali, non soltanto una gestione meramente fatalistica dei risultati.

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