Partita IVA Under 35: Come funziona? Conviene?

Partita IVA Under 35: Come funziona? Conviene? Il mondo del lavoro per un giovane oggi è complicato, non si è più nella situazione di diversi anni fa in cui l’assunzione era praticamente sempre a tempo indeterminato o comunque con tutte le tutele del caso.

Oggi, se un giovane riesce a lavorare, quasi sempre è un precario, pagato a Voucher o costretto ad aprire una Partita IVA anche se svolge il lavoro in forma parasubordinata.

Questo avviene per due motivi: Il datore di lavoro risparmia sui contributi, sulla tredicesima e Tfr e non ha vincoli tipici dell’assunzione come dipendente.

Per contro il Giovane non ha tutele, ferie, malattia e si trova ad avere il carico delle tasse e dei contributi Inps, senza che per questo abbia una retribuzione che tenga conto di questi costi. In molti casi, comunque, i giovani si lanciano in progetti, attività di servizi o artigianali, se non di commercio, che presuppongono in ogni caso l’apertura della Partita IVA.

Fino al 31 dicembre del 2015, era possibile accedere ad un regime fiscale agevolato, il regime dei minimi riservato a giovani fino a 35 anni o per un quinquennio dall’apertura e per un reddito fino a 50 mila Euro.

La Legge di stabilità 2016 ha introdotto un altro regime fiscale che sostituisce il precedente agevolato, chiamato regime forfettario, che è maggiormente favorevole sotto alcuni aspetti: intanto il limite d’età è stato abolito, quindi è accessibile sia ad under che over 35 e comunque rappresenta l’unica alternativa al regime ordinario. Questo nuovo regime prevede la tassazione con un’imposta sostitutiva pari al 5% del reddito per i primi 5 anni che diventa il 15% dal sesto anno in poi.

L’imposta sostitutiva, come dice il nome, sostituisce l’Irpef sia ordinario che addizionale e l’Irap; per quanto riguarda l’IVA, questa non è dovuta per redditi compresi tra 30 e 50 mila Euro. Per coloro che aprono una partita IVA in regime forfettario, i contributi Inps possono essere pagati nella misura del 27,72% del reddito, senza minimali.

I commercianti e gli artigiani possono optare per un’altra agevolazione che consiste nello scegliere il pagamento dei contributi Inps con un minimale di 3600 Euro diminuito del 35% e suddiviso in pagamenti trimestrali.

Per accedere al regime forfettario esistono dei requisiti: I redditi complessivi non devono superare i limiti indicati nel Codice ATECO 2007, che assegna ad ogni tipologia di attività un coefficiente codificato, la spesa annua per dipendenti o collaboratori non deve superare i 5000 Euro lordi e, infine, il costo complessivo al lordo di ammortamenti, beni strumentali a chiusura esercizio deve essere inferiore a 20 mila Euro.

Da tutto ciò consegue che la partita IVA a regime forfettario conviene se si hanno redditi piuttosto contenuti, non si acquistano molti beni e se non si hanno dipendenti. Diversamente bisogna optare per il regime ordinario, meno conveniente ma che consente maggiore elasticità e flessibilità nell’impresa.     

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