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Pensione 2019 Requisiti Minimi: Guida alla Pensione

Pensione 2019 Requisiti Minimi: Guida alla Pensione – Quando parliamo di pensione, ci riferiamo a un trattamento di tipo previdenziale che corrisponde, principalmente, con una sorta di stipendio differito di cui il soggetto pensionato può beneficiarne in seguito al suo pensionamento.

Dunque, ci riferiamo a uno stipendio conseguente la rinuncia del lavoratore, nella sua vita lavorativa attiva, a una percentuale della retribuzione che gli assicurerà delle entrate per il resto della sua vita, ossia per quando non avrà più la possibilità di dedicarsi al suo lavoro.

La pensione dunque viene erogata, in seguito alla domanda, a tutti i soggetti lavoratori dipendenti e autonomi che sono iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria e a forme privilegiate, esonerative, integrative e sostitutive della stessa, nonché alla Gestione Separata.

Possono fare domanda di pensione tutti i soggetti lavoratori che abbiano raggiunto l’età anagrafica prefissata dalla legge italiana, e che abbiano perfezionato l’anzianità assicurativa e contributiva prevista.

età pensionabile

Grazie a tutti i contributi che i soggetti lavorativi versano durante il corso della loro vita lavorativa, è possibile assicurarsi delle entrate mensili il cui importo viene stabilito soltanto in seguito al numero e all’entità dei contributi.

Durante gli anni precedenti, moltissime sono state le forme che hanno interessato il mondo pensionistico e modificato ogni requisito per potervi accedere. Andiamo a scoprire secondo la legge italiana, come bisogna agire per andare in pensione.

Pensione di Vecchiaia

Tutti i lavoratori che hanno raggiunto il limite di anzianità contributiva al 31 dicembre dell’anno 1995, hanno la possibilità di richiedere la pensione. Dal 1° gennaio 2012, i lavoratori di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, dunque, hanno la possibilità di richiedere il pensionamento, soltanto se si parla di anzianità contributiva minima pari a 20 anni, che si compone inoltre da contributi accreditati o pagati a qualsiasi titolo.

Per quanto concerne l’età anagrafica richiesta, questa è stabilita dalla Legge Fornero e viene alternata in base alle categorie lavorative in tal modo:

  1. lavoratrici dipendenti assicurate all’Ago e al FPLD, ma anche dal Fondo FS e al Fondo quiescenza Poste:
  • dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
    62 anni
  • dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013
    62 anni e 3 mesi
  • dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015
    63 anni e 9 mesi
  • dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017
    65 anni e 7 mesi
  • dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018
    66 anni e 7 mesi
  • dal 1° gennaio 2019
    67 anni;
  1. lavoratrici autonome appartenenti alla gestione separata:
  • dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
    63 anni e 6 mesi
  • dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013
    63 anni e 9 mesi
  • dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015
    64 anni e 9 mesi
  • dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2017
    66 anni e 1 mese
  • dal 1° gennaio 2018 al 31 dicembre 2018
    66 anni e 7 mesi
  • dal 1° gennaio 2019
    67 anni;
  1. lavoratori dipendenti AGO e lavoratrici iscritte alle casse ex Inpdap:
  • dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
    66 anni
  • dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015
    66 anni e 3 mesi
  • dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018
    66 anni e 7 mesi
  • dal 1° gennaio 2019
    67 anni;
  1. lavoratori autonomi e gestione separata:
  • dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
    66 anni
  • dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015
    66 anni e 3 mesi
  • dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018
    66 anni e 7 mesi
  • dal 1° gennaio 2019
    67 anni.

Adattamento alla speranza di vita

Il requisito a livello anagrafico, per gli anni a venire è destinato all’aumento automatico. Di fatti, in base alle nuove normative, i requisiti minimi per il pensionamento verranno proporzionati regolarmente alla speranza di vita. Il prossimo adeguamento pensionistico interesserà l’anno 2019 e l’anno 2020 fino alla cadenza biennale.

Nel caso di riduzioni nella speranza di vita, lo scatto biennale potrebbe essere ostacolato e, diversamente da quanto si pensa, se gli incrementi di vita siano superiori alle varie ipotesi, lo scatto potrebbe aumentare rispetto a quanto previsto dalla legge italiana.

Dagli ultimi dati rilevati da una recente indagine Istat, è stato rilevato un abbassamento dell’aspettativa di vita per la popolazione italiana nel 2019. Ci riferiamo a un dato che potrebbe definire un mancato incremento dei requisiti di età che sono previsti dalla Legge Fornero per il raggiungimento della pensione.

Lavoratori con primo accredito contributivo successivo al 31 dicembre 1995

Tutti i soggetti lavoratori che rientrano in questa fascia, dunque, maturano il diritto al pensionamento di vecchiaia in due modi differenti:

  1. venti anni di contributi e requisito anagrafico previsto per i lavoratori dotati di contribuzione al 31 dicembre 1995, a patto che le entrate pensionistiche non siano inferiori all’1,5 volte l’ammontare dell’assegno sociale;
  2. settantanni e 7 mesi di età a 5 anni di contribuzione effettiva, a prescindere dall’importo pensionistico. Il requisito anagrafico è stato prefissato in relazione al requisito relativo alle aspettative di vita e, in precedenza era pari a:
  • 70 anni dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012;
  • 70 anni e 3 mesi dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015;
  • 70 anni e 7 mesi dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018.

Possibilità di nuovi adeguamenti dal 2019.

Pensionamento con Pensione Anticipata

Quando parliamo di pensionamento, persino la pensione anticipata risulta essere un servizio economico erogato, a domanda, a tutti i soggetti lavoratori autonomi e dipendenti iscritti all’AGO e a ulteriori forme esclusive, esonerative, integrative e sostitutive della stessa, e persino della Gestione Separata.

pensionamento

Questo tipo di pensione, però, richiede requisiti più flessibili rispetto a quelli che sono richiesti in caso di pensione di vecchiaia ordinaria, che attualmente sono ancora piuttosto differenti sia tra gli uomini che le donne, che però non presentano distinzioni tra i lavoratori di dipendenti, autonomi e quelli appartenenti al pubblico impiego.

Pensione Anticipata Uomini

I requisiti contributivi sono relativi all’anzianità contributiva al 31 dicembre 1995 sono:

  • 42 anni e 1 mese – dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
  • 42 anni e 5 mesi – dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013
  • 42 anni e 6 mesi – dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015
  • 42 anni e 10 mesi – dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018
  • 42 anni e 10 mesi – dal 1° gennaio 2019;

Primo accredito pensione contributiva successivo al 31 dicembre 1995:

  • 42 anni e 1 mese – dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
  • 42 anni e 5 mesi – dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013
  • 42 anni e 6 mesi – dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015
  • 42 anni e 10 mesi – dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018
  • 42 anni e 10 mesi – dal 1° gennaio 2019;

Requisiti Anagrafici:

  • 63 anni di età – dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2014
  • 63 anni e 3 mesi – dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015
  • 63 anni e 7 mesi di età – dal 1° gennaio 2016 (da adeguare alle aspettative di vita).

Pensione Anticipata Donne

I requisiti richiesti per le donne, per l’anzianità contributiva al 31 dicembre del 1995 sono:

  • 41 anni e 1 mese – dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
  • 41 anni e 5 mesi – dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013
  • 41 anni e 6 mesi – dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015
  • 41 anni e 10 mesi – dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018
  • 41 anni e 10 mesi – dal 1° gennaio 2019;

Primo accredito contributivo successivo al 31 dicembre del 1995:

  • 41 anni e 1 mese – dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2012
  • 41 anni e 5 mesi – dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2013
  • 41 anni e 6 mesi – dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2015
  • 41 anni e 10 mesi – dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018
  • 41 anni e 10 mesi (da adeguare alle aspettative di vita) – dal 1° gennaio 2019;

Requisiti Anagrafici:

  • 63 anni di età – dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2014
  • 63 anni e 3 mesi – dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015
  • 63 anni e 7 mesi di età – dal 1° gennaio 2016 (da adeguare alle aspettative di vita).

Età Pensionabile Pensione di Anzianità

Quando parliamo di pensionamento di anzianità, facciamo riferimento a un’istituzione che, dal 2012, è stata notevolmente superata dalla Riforma Fornero, che l’ha modificata con la pensione anticipata. Però, per determinati soggetti lavoratori, la medesima continua a trovare imposizione.

età pensione

Dal 31 dicembre 2011, il diritto al pensionamento di anzianità, è stato perfezionato al raggiungimento di una specifica percentuale derivante dalla somma tra l’età anagrafica minima richiesta e perlomeno 35 anni contributivi. Quanto alle percentuali, queste sono ancora differenti per i soggetti salvaguardati, anche per gli anni a seguite, sia tra lavoratori autonomi che dipendenti.

Pensionamento Anzianità Lavoratori Autonomi:

  • dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2012 – 61 anni di età, 35 ani di contributi, quota 97
  • dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 – 62 anni e 3 mesi di età, 35 anni di contributi, quota 98,3
  • dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 – 62 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi, quota 98,6
  • dal 1° gennaio 2019 – quota 99;

Pensione Anzianità Lavoratori Dipendenti:

  • dal 1° gennaio 2011 al 31 dicembre 2012 – 60 anni di età, 35 ani di contributi, quota 96
  • dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2015 – 61 anni e 3 mesi di età, 35 anni di contributi, quota 97,3
  • dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2018 – 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi, quota 97,6
  • dal 1° gennaio 2019 – quota 98.

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