Rimborsi IVA 2020: Pec Agenzia delle Entrate?

Rimborsi IVA 2020 ed è già polemica: proprio in questi giorni sono molte le aziende ed i liberi professionisti che hanno inviato la dichiarazione IVA 2020, ma l’Agenzia delle Entrate sembra stia inviando delle PEC per richiedere documentazione aggiuntiva.

La notizia è di queste ore: a molti dei contribuenti che stanno inviando la dichiarazione IVA al fine di avere il famoso rimborso dei crediti maturati durante il 2019 (questo rimborso in realtà consiste nella possibilità di utilizzare i crediti maturati in compensazione) stanno arrivando delle PEC proprio da parte dell’ADE.

L’Agenzia delle Entrate infatti sta richiedendo vari documenti, fra cui anche le copie delle fatture di acquisto/vendita.

Ma questi dati, considerata l’entrata in vigore della fatturazione elettronica dovrebbero già essere in possesso dell’agenzia, quindi come è possibile che vengano richiesti nuovamente i documenti ai contribuenti?

Proprio questo sta facendo scattare la polemica un pò in tutta Italia: dopo l’adeguamento dei contribuenti alla fatturazione elettronica, con il conseguente acquisto di software e strumenti che permettessero di inviare/ricevere/conservare le fatture elettroniche, ancora burocrazia per ricevere crediti versati???

Viene chiesto dall’ADE un campione delle fatture di vendita e di acquisto relative al 2019.

Sembrerebbe che la motivazione addotta sia semplicemente che l’Agenzia delle Entrate necessiti semplicemente di una “copia di cortesia” delle fatture di acquisto, il che ha davvero dell’incredibile per molti

Gentile contribuente, stiamo esaminando la sua domanda di rimborso IVA relativa all’anno d’imposta 2019 presentata il …. L’importo complessivo, pari a …. Euro è stato richiesto in liquidazione all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate. Per completare la lavorazione della sua domanda abbiamo bisogno di alcuni documenti che dimostrano la natura del credito, pertanto la invitiamo a presentare la documentazione indicata di seguito entro 15 giorni dalla ricezione di questa comunicazione (numero di telefono ed indirizzo i posta elettronica, fatture di acquisto/vendita, …).

È più o meno questo il testo della PEC o della lettera ricevuta da numerosi contribuenti.

Sembrerebbe però che chiedere la copia di cortesia delle fatture di acquisto non sia corretto nei confronti dei contribuenti poiché viola il divieto di richiedere documenti e/o informazioni già in possesso delle PA.

Staremo a vedere l’evoluzione della vicenda!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.