Smart Working: Il Lavoro Agile ed il Lavoro da Casa 2015?

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Smart Working: Il Lavoro Agile ed il Lavoro da Casa 2015? La notizia è ottima per chi lavora da casa e non in ufficio, finalmente il lavoro agile, lo smart work, viene riconosciuto e vengono richiesti gli stessi diritti di chi lavora in ufficio, grazie a nove articoli presenti all’interno di un disegno di legge collegato alla Legge di Stabilità.

Probabilmente dobbiamo ringraziare il Prof. Maurizio Del Conte, è lui l’uomo che ha finalmente introdotto la voce del lavoro agile all’interno della nuova legge di stabilità.

Cosa si intende per lavoro agile?

Con il termine Smart Working, o “Lavoro Agile”, viene intesa la prestazione effettuata dai lavoratori dipendenti (sono escluse dunque le Partite Iva) fuori dai locali aziendali.

Sempre più spesso moltissime persone si “portano il lavoro a casa” e continuano a lavorare da casa. La differenza con il telelavoro, lo smartworking si pone come obiettivo la crescita della produttività, conciliandola con la flessibilità del dipendente.

Con gli articoli inseriti all’interno della Legge di Stabilità pare ci siano, sullo Smart Working, riferimenti a varie materie, come:

  • Diritti
  • Privacy
  • Infortuni
  • Retribuzione

E tutto parte dall’art. 1 che spiega bene lo scopo del lavoro agile: incrementare la produttività e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Chiaramente i requisiti per rientrare nel “lavoro agile” sono l’esecuzione della prestazione lavorativa fuori dai luoghi aziendali anche solo in parte e la possibilità di utilizzare strumenti tecnologici per svolgere il lavoro in remoto.

Fra le novità più apprezzate c’è chiaramente l’argomento retribuzione: il trattamento economico del lavoratore “agile” non dovrà essere inferiore a quello degli addetti che operano in azienda, e, da parte sua, il datore di lavoro deve restare nell’ambito dell’accordo individuale e nel rispetto della legge sui controlli a distanza.

Gli incentivi fiscali e contributivi saranno infine riconosciuti anche per chi assumerà lavoratori “smart”.

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