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tassa booking come funziona ecco cosa c'è da sapere
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Tassa Booking Come Funziona? Ecco cosa c’è da sapere

Tassa Booking Come Funziona? Ecco cosa c’è da sapere – Anche per il celebre portale web Booking, è prevista la tassa sugli affitti di breve tempo. Secondo la legge Gentiloni, tutti gli operatori intermediari immobiliari che si occupano della locazione delle case vacanze, degli appartamenti, ville ecc saranno tenuti ad applicare al pagamento del soggetto affittuario, la cedolare secca sugli affitti di breve durata con una quota del 21% sul canone di locazione.

Oltre alla ritenuta, che viene applicata dall’agente sull’affitto di breve durata, l’intermediario deve trasmettere la cedolare del 21% all’Erario e rilasciare una certificazione unica al proprietario dell’appartamento in affitto.

Come funziona la Tassa Booking?

La regola principale, consiste nell’applicazione di una ritenuta del 21% che deve essere presente su ogni contratto di breve affitto stipulato tra privati che si occupano dell’affitto della propria abitazione. In questo caso, sono tenuti a trattenere la ritenuta gli agenti intermediari, ma anche le agenzie immobiliari e i siti web come Booking.

I portali online, di fatti, secondo la legge Gentiloni sono tenuti a trattenere una ritenuta del 21%, proprio perché sono i primi a mettere in contatto i locatori con gli affittuari, nel momento in cui ricevono il canone o si interessano del pagamento dell’inquilino.

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La legge del governo Gentiloni, però, non riguarda tutti i contratti che sono stati stipulati prima della legge. Infatti, non sono tenuti a versare la ritenuta, tutti coloro che hanno registrato affitti brevi prima del 1° giungo 2017. Di fatti, tutti questi soggetti, non sono obbligati alla ritenuta, anche se il canone viene versato successivamente a tale data.

Per esempio, se un contratto è stato stipulato il 20 maggio per locazione turistica di una casa vacanze al mare, con affitto dal 1° al 20 luglio, non è prevista l’applicazione della ritenuta del 21%.

Cosa sapere ai contratti firmati direttamente dal proprietario dell’immobile? Dunque, nel momento in cui il locatore firma personalmente il contratto e incassa il canone, anche se è riuscito a trovare l’inquilino attraverso Booking, non ha nessun problema relativo alla ritenuta. Di fatti, se il contratto di affitto di breve durata non supera i 30 giorni, il locatore che riceve il canone sceglierà la cedolare secca nella dichiarazione dei redditi.

Se l’intermediario non riceve l’equivalente? Anche nel caso in cui il contratto viene firmato tramite un portale online, tipo Booking.com l’agente intermediario è tenuto ad effettuare la ritenuta solo nel caso di incasso del canone da parte dell’inquilino e lo paga al locatore. Se l’agente non riceve nessun canone, non è obbligato a trattenere nulla.

Parliamo di contratti di sublocazione, quando l’inquilino è obbligato a subaffittare l’immobile. In questo caso i corrispettivi dei contratti di breve locazione sono soggetti alla ritenuta del 21% solo se sono stati firmati dal 1° giungo e a seguire. Tuttavia, secondo la manovra Gentiloni i proventi di tale contratto potrebbero essere tenuti al versamento della cedolare secca sugli affitti. La stessa regola deve essere applicata per i corrispettivi di contratti con cui il soggetto comodatario dona l’immobile a terzi a titolo oneroso.

Riguardo alla tassa, bisogna sapere anche che, la legge considera affitti brevi, dunque obbligati al versamento della ritenuta anche i contratti che vengono stipulati dal 1° giugno 2017, tutti i contratti in cui il proprietario dell’immobile offre i servizi di fornitura della biancheria da letto o da bagno e la pulizia negli alloggi. Tuttavia, in questo caso la legge non parla della somministrazione di alimenti e ulteriori servizi accessori.

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Ovviamente se vengono offerti dal locatore, il corrispettivo non è tenuto alla ritenuta e, nello stesso tempo, non viene sottoposto a cedolare secca, ma è prevista la tassazione Irpef. Ti ricordo anche che, la manovra prevede che le ritenute vengano versate sull’equivalente lordo derivante dal contratto firmato, ovvero sull’importo dovuto dal conduttore. Ciò vuol dire che, un’eventuale commissione versata all’agente non viene detratta. Per esempio, su un canone di 1000 euro con commissione pari a 100 euro, prevede una ritenuta del 21% di 210 euro.

Se i canoni vengono pagati nei mesi successivi, la detrazione va effettuata al momento del pagamento, dichiarando le Entrate, contemporaneamente al pagamento del canone da parte dell’agente al proprietario dell’immobile. Successivamente deve essere versata la ritenuta entro il giorno 16 del mese successivo a quello in cui è stata effettuata la detrazione.

Per esempio, se un contratto viene firmato il giorno 10 giugno, ovvero il momento in cui l’agente incassa il canone dall’inquilino il giorno 29 giugno versandolo al proprietario il 3 luglio, la detrazione dovrà essere trasmessa all’Erario entro la data del 16 agosto.

In determinati casi, può accadere che l’intermediario riscuota una certa somma del canone, mentre il resto viene incassato personalmente dal proprietario dell’immobile al momento del check-in. Tale caso, però, non è espresso dalla disposizione relativa alle Entrate, ma in un’ipotesi del genere la ritenuta dovrebbe essere impostata soltanto su 200 euro, anche se il corrispettivo al loro del contratto è di 500 euro.

Ti ricordo anche che, la ritenuta deve essere applicata soltanto nel caso di contratti di durata breve, ovvero non superiore ai 30 giorni. Se la durata è superiore, è necessario seguire le regole ordinarie. Dunque, il contratto deve essere registrato tramite il modulo RLI e il locatore può optare persino per la cedolare secca all’atto della registrazione o in uno degli anni a seguire.

Quanto ai contratti di locazione con durata inferiore ai 30 giorni, la registrazione all’Agenzia delle Entrate è libera. Tuttavia, se il contratto viene registrato, non vuol dire che possa essere esclusa l’applicazione della ritenuta.

Agenzia delle Entrate e Booking

Online è possibile trovare un video dell’Agenzia delle Entrate, in cui viene spiegato il funzionamento del nuovo regime di imposta per gli affitti di breve durata, di portali web come Booking.com che da ora in poi non possono più fare a meno di trasmettere le tasse dovute all’Erario.

Il video online dell’Agenzia delle Entrate, spiega il funzionamento della cedolare secca del 21% relativa alla regolamentazione per gli affitti brevi e ogni forma di locazione temporanea tipica dell’economia virtuale. L’Agenzia delle Entrate si riferisce al decreto legge n. 50/2017 che impone il regime delle locazioni di breve durata, con un innovativo sistema di tassazione previsto soltanto nel caso in cui il contratto di affitto viene stipulato per una data inferiore ai 30 giorni.

È possibile firmare locazioni tra clienti finali e agenti intermediari, ma anche tra singoli soggetti al di fuori dell’attività di impresa. In ogni caso, l’Agenzia delle Entrate, spiega che in ogni caso in cui l’importo deriva dalla locazione, è soggetto a una ritenuta del 21% in regime di cedolare secca, che va a sostituire l’imposizione fiscale ordinaria.

Regime Fiscale Booking

Le piattaforme intermediarie online, oltre a pagare la tassa, sono tenute a comunicare qualsiasi informazione relativa ai contratti firmati dal 1° giungo 2017 in poi in cui sono inclusi tutti i dati relativi al soggetto che affitta, la somma del corrispettivo lordo e l’indirizzo dell’immobile.

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La trasmissione e la predisposizione di ogni dato del cliente, avviene per via telematica all’Agenzia delle Entrate, secondo determinate tecniche presenti sul sito web. Tutti i soggetti non residenti comunicano i dati tramite un’organizzazione, in caso di rappresentate fiscale, usufruendo persino dei medesimi servizi dell’Agenzia delle Entrate. La comunicazione relativa ai dati deve essere effettuata entro il giorno 30 giugno dell’anno successivo a quello di conclusione del contratto firmato.

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