Trump e il Protezionismo Americano?

Trump e il Protezionismo Americano? Infine, dopo mesi di campagna elettorale feroce che, però, non ha appassionato molto gli elettori americani, Trump l’ha spuntata e da pochi giorni si è insediato alla Casa Bianca.

Lotta all’immigrazione, contrasto all’interruzione di gravidanza, Muro al confine con il Messico e soprattutto una politica di agevolazione fiscale per imprese e l’inizio di provvedimenti rispetto al Protezionismo Americano sono i cardini annunciati da Trump. Farà davvero tutto questo?

Trump e il Protezionismo Americano fanno veramente bene al Paese?Appena insediato, Trump ha immediatamente firmato i primi decreti, il primo in assoluto una prima limitazione della riforma sanitaria voluta dal suo predecessore, poi il muro con il Messico e in ultimo il divieto di ingresso negli Stati Uniti per cittadini di 7 Paesi islamici che sta suscitando sdegno e proteste nel mondo e in USA.

Ancora prima dell’insediamento ha agito in maniera decisa verso aziende automobilistiche minacciando pesanti dazi sulle loro produzioni importate in America se non desistevano da progetti di produzione al di fuori degli USA: Trump e il Protezionismo Americano hanno già preso l’avvio.

Ma che cosa succede se il Presidente mette in atto quello che ha promesso (o minacciato) in tema di rapporti commerciali internazionali?

Occorre considerare che molti prodotti acquistati da famiglie Americane sono prodotti in Cina, in Messico o in Vietnam, ad esempio, permettendo di mantenere bassi i prezzi di vendita, soprattutto in virtù del minore costo del lavoro. Introdurre pesanti dazi, si parla del 45%, significa aumentare sensibilmente il prezzo di vendita. Trump e il Protezionismo Americano impoverirebbe le famiglie e ridurrebbe i consumi.

Trump e il Protezionismo Americano dovrebbe, nelle intenzioni, incrementare l’occupazione USA mantenendo gli investimenti in America a seguito del calo di importazione di prodotti dall’estero. In realtà non ci sarebbe un aumento significativo dell’occupazione perché il costo del lavoro negli USA è superiore a quello dei Paesi dove molte aziende producono per il mercato interno USA.

Questo si tradurrebbe certamente in un forte aumento dei prezzi e conseguentemente ad una contrazione delle vendite. Inoltre, Trump e il Protezionismo Americano provocherebbe la reazione degli altri Paesi che introdurrebbero a loro volta dazi sui prodotti dagli Stati Uniti, riducendone l’esportazione dagli USA.

Il mercato globale ha consentito un calo dei prezzi e un ampliamento delle possibilità di scelta dei consumatori, Trump e il Protezionismo Americano rischiano di dare un duro colpo all’economia mondiale che si ripercuote anche sull’economia Americana. L’intento di far bene all’economia USA rischia di essere un boomerang che non farà bene a nessuno, nemmeno agli americani.

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